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Tanti chilometri macinati in sella a una bicicletta, da agonista. Poi qualche anno lontano dalle competizioni che, però, non mancheranno di far sentire il loro richiamo per materializzarsi, all’improvviso, in una storia Instagram che diventa una tuta, casco e stivali e poi due ruote e una sella. Quelle di una Vespa Sprint, la compagna d’avventura di Alessandro Maiani alla Malossi Racing Academy. Per tornare a macinare chilometri. Di pista, questa volta.

Dove – racconta il pilota ventiduenne della Repubblica di San Marino – non ero mai stato. Per vivere un’esperienza nuova in tutto, e pure difficile da raccontare perché tanto particolare, da protagonista in circuito.” Il paddock quello no, lo conosceva già, dopo aver partecipato con un team di assistenza a più di una gara di drifting. Ma quello è il mondo delle quattro ruote visto dal muretto.

Questo, invece, è il cosmo Academy, l’universo dei Trofei Malossi vissuto tra box e cordoli, confrontandosi con “i consigli dei coach che, per me, hanno fatto la vera differenza, aiutandomi tanto e in tutto. A comprendere molti aspetti di questa esperienza iniziata con l’intento di divertirmi, ma che ha finito per impegnarmi davvero molto più di quanto avevo immaginato.” Se prima di partire per questo viaggio, infatti, “avevo fatto alcune previsioni, dopo il primo appuntamento di Modena capirò quante difficoltà non avevo messo in conto.”

La prima quella di un mezzo “tanto diverso dalla moto che conduco su strada. Alla sfida con me stesso, quindi, si aggiungerà quella di imparare a guidare uno scooter che in pista – e lo si scopre lì, una volta giunti faccia a faccia con l’asfalto – è un mezzo impegnativo.” Una verità che mitiga e “spiega qualche delusione in fatto di risultati: mi aspettavo di fare meglio perché non immaginavo un livello tanto alto. Ma, allo stesso tempo, ora so che non c’è posto migliore della Malossi Racing Academy per affrontare un’esperienza come questa.”

Per l’assistenza totale e il supporto dei coach. Per fare i conti con i propri limiti e capacità, i progressi e gli inconvenienti ma, anche, per poter respirare tutte quella energia “come a Magione, la gara e il tracciato più belli, per me. Con quelle due curve consecutive a destra da prendere in pieno, come la botta di adrenalina che ti danno!” Per imparare a mettere, oltre che ginocchio e gomito a terra, in preventivo anche imprevisti e soluzioni da trovare in poco tempo, perché dall’altra parte c’è un cronometro che ha nessuna intenzione di darti tregua.

Contando, però e anche, su qualche punto a favore. A fare la differenza, tra le altre variabili, c’è anche la corretta gestione degli pneumatici, tra pressione e usura. Aspetto che per un gommista, quale sono, è pane quotidiano.” Materia conosciuta, e da vicino, per Alessandro come sarà anche la gestione della gara. Sia per la pressione psicologia da domare che per la distribuzione di forze fisiche e mentali da dosare.

Gli anni e le competizioni in bicicletta, la scorta dell’esperienze fatte, sono stati un bagaglio molto utile qui in questo.”  Vantaggi che non mettono, però, nessuno al riparo in termini di sudore e impegno. Il vero motto dell’Academy, quello da tenere ben presente a ogni accensione del motore 180cc delle Vespa e ad ogni colpo alla manopola del gas, che abbiate macinato chilometri o avuto incontri ravvicinati con selle e due ruote di ogni tipo, è e rimarrà il sempre attuale “testa bassa e pedalare!”

Di Emanuela Macrì

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