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Fuori in 60 secondi, come quel film. Anzi, dentro. Dentro un nuovo capitolo della propria storia grazie a una story di IG, pubblicata da Luca Salvadori e subito visualizzata. “E nemmeno un minuto dopo eccomi a iscrivermi alle selezioni della Malossi Racing Academy. Una proposta vista, piaciuta e tentata, subito.” Non perde tempo Giovanni Barsotti, diciassettenne che vive alle porte di Padova e, potenzialmente, anche un po’ nelle nuvole per via degli studi intrapresi, l’Istituto trasporti e logistica – conduzione del mezzo aereo, dove è arrivato per la passione trasmessa da papà Roberto, pilota di elicotteri.

E se il futuro chissà quali panorami riserva per lui, il suo presente vede una Vespa 125cc per le strade di tutti i giorni e una 180cc 4tempi da portare in pista nei fine settimana dei Trofei Malossi: “E chi se lo aspettava che fosse un mezzo tanto agile? L’avevo vista in molti video ma guidarla si è rivelata tutta un’altra cosa. Una vera sorpresa, divertente!

Perché sì, il divertimento per Giovanni è il requisito fondamentale, nella vita come all’Academy dove “riesco a essere me stesso, allegro e ironico. Il Sardea, come recita il soprannome che mi porto da tempo: una sarda en sor, piatto tipico del veneto che mi rappresenta alla perfezione. Forte e saporito.” Deciso, come il suo carattere che grazie all’esperienza dell’Academy sta mettendo alla prova (su pista).

Quando mi metto in testa un traguardo, nulla mi può far desistere dal raggiungerlo. Vado dritto all’obiettivo, senza paura. Qui, però, grazie ai coach sto imparando che il timore non va eliminato ma gestito. E che nella lista delle cose da portarsi sul circuito di gara, per far si che tutto vada nel verso giusto, devo riservargli un piccolo spazio.” Così come, da amministrare e domare, saranno i nervi. Saldi ma da tenere al loro posto “per evitare una partenza anticipata come a Modena. Con una penalità, come da regolamento, che sarà un altro, essenziale, insegnamento.”

Ma non è tutto. “Durante questi primi tre fine settimana ho capito quanto la cura per il particolare sia importante e, sull’asfalto, ogni minimo dettaglio possa fare la differenza.” Quanto saper osservare. “Negli spostamenti dal box alle sale briefing ne approfitto sempre per sbirciare qua e là, osservare movimenti, carpire piccoli segreti. In un paddock come questo è un’operazione naturale. C’è sempre un clima di distensione e serenità che non potevo immaginare.” Anzi.

“Mi aspettavo, infatti, il contrario. Di certo non di vedere ex piloti della categoria Sprintmatic – quella della Vespa fino alla scorsa edizione – che trascorrono del tempo al nostro box per consigliarci e supportarci.” Mentre tra i piloti della Malossi Racing Academy, accanto alle amicizie che nascono, ci sono anche le immancabili sfide. “Su tutte quella bagarre spettacolare di Cervesina con Gabriele Hashemi Zadeh, in gara, con sorpassi continui e un testa a testa che ci han gasati, parecchio.”

Tanto da arrivare a un pensiero “da incosciente e dire che sì, se potessi un giro sul 100cc rischierei.” Fuori (dal box all’ingresso pista) in 60 secondi come una storia di IG, magari in sella a un 100. E chissà che passeggiando e sbirciando nel paddock, prima o poi, non arrivi l’occasione per dare vita a una nuova storia. Da vivere, non solo da visualizzare.

Di Emanuela Macrì

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