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In qualifica ti avevo visto bene. Se in gara ti fossi accodato a me e Michele Beretta avresti chiuso meglio. Mi raccomando, la prossima si fa così.” Le parole di Mattia Bertaglia, al termine della domenica di Cervesina, Mauro Milan non le potrà dimenticare. Perché sono il sapore di questa sua avventura, il vero valore di un gruppo che cresce sotto le insegne della Malossi Racing Academy, il miglior riassunto di quell’umanità anteposta ad ogni rivalità e quel lato solidale che permette ai ragazzi di fare quadrato.

Perché qui “ognuno di noi ce la mette tutta per stare e rimanere davanti– racconta il diciottenne di Noale, Venezia – senza però mai smettere di voltarsi indietro, senza perdere di vista gli altri.” Come quando “magari dopo un turno non esaltante, si vedono piloti affiancarne altri e con la visiera alzata scambiarsi consigli o qualche parola di incoraggiamento. E tutto questo – incredibile –  in così poco tempo. Non lo avrei mai pensato possibile.”

Mauro che l’iscrizione alle selezioni della Academy l’aveva valutata attentamente e che la variabile “fratellanza” non l’aveva, invece, prevista. “Percepita da subito come un’ottima occasione, quella che aspettavo da tempo, volevo valutare il mio grado di dedizione e la capacità di organizzarmi, campo in cui non sempre dimostro di eccellere. Essere certo della sua compatibilità, o meno, con gli impegni scolastici e familiari.” Riflettendo e prendendosi il tempo necessario per maturare una decisione. Come in pista.

“Anche se non accade proprio sempre sempre (e ride). Vedi Modena, ad esempio, quando dopo il primo giorno di prove libere affrontate con la dovuta cautela, in gara, sotto la pioggia, scelgo di allentare i freni mentali prendendo la peggiore delle decisioni: quella di passare Thomas Ruberto azzardando un sorpasso esterno con il risultato di rimediare una caduta che, però, è stata decisamente formativa.” Spazio all’impulsività va bene, purchè dosato e sfoderato al momento giusto.

Sull’istintività ci sto lavorando. Grazie anche al rapporto con coach che a dispetto dell’alto valore in fatto di preparazione ed esperienza riescono a metterci a nostro agio, attraverso un rapporto basato sul dialogo aperto. I consigli e la possibilità di rivolgermi a loro senza riserve mi è di grande aiuto. Nello sport, e per me che alle attività, per inclinazione, mi ci dedico in maniera totale, sono presenze fondamentali.” Parola di chi di piste (anche se non asfaltate) ne ha frequantate per anni.

Vengo dall’agonismo nell’atletica leggera – pratica oggi sostituita dal calisthenics – lasciata perché nell’ambiente ormai non mi riconoscevo più. Non si respirava più quell’aria positiva e stimolante, quella del paddock dei Trofei Malossi, per intenderci. Lo stesso che il mio meccanico di fiducia, Omar Bortolato, per anni ha frequentato, collezionando soddisfazioni, risultati e podi.” Un luogo dove ci si diverte sì ma si lavora anche parecchio. “Girando tra i box, infatti, mi sono accorto quanto meccanici e preparatori siano costantemente all’opera. Mai che li si veda fermi.”

Un posto dove ti vien proprio voglia di fare del tuo meglio e osare, alzare il livello dei tuoi limiti. Senza forzare i tempi ma sapendo di poter contare su occhi e sguardi amici, di un supporto che arriva a motore caldo e da una visiera alzata. Parole che non potrai dimenticare, perché sono il vero valore e sapore di questa tua avventura chiamata Malossi Racing Academy.

Di Emanuela Macrì

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