Michele Beretta, che crescita in questa Malossi Racing Academy!

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La Malossi Racing Academy non è una vacanza. Non illudetevi! “Ma può iniziare – come racconta Michele Beretta – da una vacanza. Nel mio caso è andata proprio così.” È andata che un giorno sei sulla costiera romagnola con alcuni amici e una sera, dopo aver tentato senza successo di entrare a Misanino, finite al kartodromo de La chiusa dove ti imbatti in Luca Salvadori, Alessandro Del Bianco e tutta la compagnia con cui trascorrerai la serata, ma anche le successive.

E continua che una volta tornato a Casatenovo, Lecco, qualcosa ti riporterà in pista. “I post social in cui Luca presentava il progetto dell’Academy prima e il superamento della selezione con i coach, dopo. Un colpo di fortuna, considerando tutto quello che questa esperienza mi sta regalando e insegnando.” E non si tratta solo di gas ed emozioni.

“Ma di una guida nuova, e sorprendente, in sella alla Vespa. Una vera rivelazione! Rispetto al supermotard con cui sono solito affrontare la pista, è tutta un’altra cosa. Un universo nuovo.” Un nuovo impegno, che Michele ha preso davvero sul serio. Terminata la giornata lavorativa, infatti, eccolo alle prese con allenamenti e dieta.

“Già dopo i primi giri sulla pista di Modena, in occasione del primo appuntamento con la Academy, mi è chiaro quanto con la Vespa non ci si possa permettere di perdere tempo e occasioni: appena possibile devi andare via. Tengo d’occhio Saverio Fioretti che pesa meno dime e penso che se lo lascio fare mi sfuggirà in rettilineo e dovrò ricominciare tutto il lavoro nelle curve.”

Così, una volta a casa, guardando la coppa del vincitore della prima giornata “capisco che il lavoro in pista inizia fuori. Decido di rivolgermi a un nutrizionista e cominciare un percorso che mi aiuti a perdere peso ma non muscolo e concentrazione.” Un nuovo Michele in via di costruzione in trasformazione, direi. Magione, in questo, è stata una tappa fondamentale. Dopo una prima finale esaltante, nella seconda qualche errore di calcolo prima e di gestione poi, mi condannano a un errore fatale per manche e classifica di giornata.”

Gli sbagli sono ottimi maestri, si sa. “A Cervesina sarò più conservativo e strategico. Per compiere un altro passo in questo percorso in cui vedo il cambiamento ad ogni centimetro, verso una costanza che non mi è mai appartenuta. Se prima cercavo il limite ora, come consigliato da coach Verderosa, mi sto concentrando sul controllo dell’errore e la precisione ad ogni curva. Sul passaggio preciso, sulla regolarità.”

Non più una rincorsa disperata dell’estremo, quindi “ma una ricerca di accuratezza e attenzione a tutti i consigli, preziosi, che i coach ci stanno dando. Grazie a loro stiamo crescendo in maniera esponenziale.” Perché a fare scuola, all’Academy ci sono, soprattutto, loro “che ci stanno insegnando tutto. A partire dal cambio di guida, da moto a scooter, dai tempi di reazione – con la Vespa se perdi l’anteriore sei già a terra – alla gestione psicologica. Questioni che prima di iniziare nemmeno pensavo di dover considerare ma ora so essere fondamentali.

La Malossi Racing Academy, quindi, non è una vacanza, Ma una sfida, faccia a faccia, con i propri limiti e difetti. Da conoscere, affrontare e superare. Una sfida che sta a voi decidere di vincere o…

Di Emanuela Macrì

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