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Scende la poggia. Ma che fa? Fa che sei a Modena, è la prima gara della tua avventura alla Malossi Racing Academy e piove. Fa che ti scontri con il primo dei tanti insegnamenti: affronta l’imprevisto e impara da esso. Fa che quelle gocce potrebbero essere un inconveniente ma al termine delle due manche ti porterai a casa, insieme alla soddisfazione di risalire dalla settima posizione in qualifica per andare a prendere i duellanti Michele Beretta e Luca Salvadori, anche il premio per il giro veloce.

È una sorta di acconto per Magione quello che Saverio Fioretti versa nell’autodromo emiliano. Al secondo appuntamento della Academy, infatti, ad aspettarlo c’è la coppa del vincitore di giornata che dopo essere stata alzata al cielo umbro prende la via di Bari, la via di casa. In Puglia dove ad attenderlo c’è più di uno scooter, che però non aveva mai provato in pista, e il lavoro nell’impresa di famiglia. Ma anche i compiti da svolgere.

Quelli che – racconta Saverio – hanno fatto la differenza tra Modena e Magione. Durante il primo fine settimana di Academy il coach Verderosa ci spiegava e raccomandava un esercizio da ripetere durante il mese di attesa. La sua pratica, unita ai tanti consigli di coach Pannone, si riveleranno fondamentali a Magione.” Tanto da portare Saverio sul gradino più alto del podio dopo due manche, due battaglie con il coltello fra i denti.

Nella prima la posta in palio è il secondo posto che riesce a strappare per poco più di 7 decimi di secondo a Gabriele Hashemi Zadeh sulla linea del traguardo. La stessa che lo vedrà passare in solitaria nella seconda finale di giornata anche se “passando sotto la bandiera a scacchi non alzerò nemmeno di un millimetro la testa, convinto di avere francobollati dietro a me tutti gli altri.

Non si accorge, Saverio, di aver accumulato più di 4 secondi di vantaggio dagli altri fino a quando “qualche metro più in là quando i ragazzi verranno a complimentarsi . Da amici che hanno condividono momenti intensi e bellissimi. Il dialogo tra noi e quei momenti di rientro dalla pista quando confrontiamo tempi, strategia e ci raccontiamo come sia andata sul tracciato è il collante di un gruppo che sta, davvero, consolidandosi.

Ma non è tutto perché una volta terminata la gara, ne inizia un’altra. “Quella delle interviste – e ride – la più difficile! Perché se con gas e pieghe me la posso cavare, con le parole sono più in difficoltà. Nella diretta streaming a fine manche ero emozionatissimo tanto da non trovare le parole. Nelle interviste seguenti mi sono, invece, rilassato un po’.” Ma anche divertito perché “è un contesto fantastico. E succedono cose che non avrei mai pensato di vivere.

Soprese ad ampio raggio, e rivelazioni. “Prima di provarla non pensavo che con la Vespa si potesse piegare così tanto! Ora sarei curioso di misurarmi su tutti i mezzi.” Ma per quelli c’è tempo. Ora ci i consigli da seguire, i miglioramenti e gli imprevisti da dominare. Insieme agli errori che si commettono ma insegnano. “A Modena per una partenza anticipata ho dovuto portarmi in gara anche la penalità prevista. Ora, in griglia, ho qualche timore ma anche una soglia di attenzione molto più elevata.” La prova provata: affronta l’imprevisto e impara adesso.

di Emanuela Macrì

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